Lavoro estero

Regime impatriati: proroga da chiedere entro il 30 giugno

Per i lavoratori impatriati che hanno goduto del regime agevolato quinquennale fino al 31.12.2021 la proroga va richiesta entro il 30 giugno 2020

Entro la stessa data va effettuato il pagamento dell'imposta forfettaria oppure va fatta la richiesta al proprio datore di lavoro.

Vale la pena ricordare che l'agevolazione fiscale disciplinata dall'articolo 16 del Dlgs 147/2015  per i lavoratori rientrati in Italia  a partire dal 2012, dopo periodi di residenza all'estero,   puo infatti essere prorogata per ulteriori 5 anni in presenza di determinati requisiti.Le modifiche sono state introdotte dall'articolo 5, comma 1, del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34 e  dall'articolo 1, comma 50, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.

Requisiti per la proroga dell'opzione regime impatriati 

I lavoratori devono essere :

  • italiani che siano stati iscritti all'Aire (prima del rientro in Italia) o 
  • cittadini  dell'Unione europea
  • gia fruitori del regime agevolato  nel 2019 
  • trasferitisi in Italia entro il 30 aprile 2019
  • con almeno un figlio minore (anche in affido preadottivo)  oppure 
  • proprietari di un immobile residenziale  acquistato dopo il trasferimento o nei 12 mesi precedenti, o che  lo acquistino entro 18 mesi dalla data di  versamento dell'imposta (anche in comproprietà ).

Opzione e versamento dell'imposta agevolata impatriati 

L'opzione si perfeziona con il pagamento di un importo pari:

  1.  al 10 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo agevolabili prodotti nel periodo d'imposta precedente a quello di esercizio dell'opzione, se al momento di esercizio della stessa il lavoratore soddisfa, alternativamente, specifici requisiti: ha almeno un figlio minorenne (anche in affido preadottivo) ovvero è diventato proprietario di almeno un'unità immobiliare di tipo residenziale in Italia dopo il trasferimento, nei dodici mesi precedenti o entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell'opzione, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito, senza applicazione di sanzioni;
  2.  al 5 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo agevolabili prodotti nel periodo d'imposta precedente a quello di esercizio dell'opzione, se in tale momento il lavoratore ha almeno tre figli minorenni (anche in affido preadottivo) e diventa proprietario di almeno un'unità immobiliare di tipo residenziale in Italia dopo il trasferimento, nei dodici mesi precedenti o entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell'Opzione, pena – anche in tal caso – la restituzione del beneficio, senza applicazione di alcuna sanzione.

Il versament deve avvenire in unica soluzione mediante modello F24, senza la possibilità di avvalersi della compensazione  utilizzando i codici tributo

 "1860" – "Importo dovuto (10 per cento) per l'adesione al regime agevolato di cui all'articolo 5, co. 2-bis, lett. a), del DL n. 34 del 2019"- e

 "1861"-"Importo dovuto (5 per cento) per l'adesione al regime agevolato di cui all'articolo 5, co. 2-bis, lett. b), del DL n. 34 del 2019"-, 

entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di conclusione del primo quinquennio di fruizione dell'agevolazione di cui all'articolo 16 del decreto legislativo n. 147 del 2015.

ATTENZIONE I termini per i versamenti che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

LAVORATORI DIPENDENTI 

Per i lavoratori dipendenti, a condizione che mantengano la residenza fiscale in Italia, la fruizione può avvenire, mediante la presentazione di una richiesta scritta al datore di lavoro, nel termine del 30 giugno dell'anno successivo a quello di conclusione del primo quinquennio di fruizione.

il datore di lavoro opera le ritenute sul 50 per cento o limitatamente al 10 per cento delle somme e valori imponibili  nel caso di lavoratori che, al momento dell'opzione, abbiano comunicato di essere in possesso dei requisiti 

Tenuto conto di quanto previsto dalla normativa,  restano esclusi dall'opzione 

a) i soggetti che hanno trasferito la residenza in Italia a decorrere dal 30 aprile 2019

b) gli sportivi professionisti titolari dei rapporti di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91 (cfr. articolo 5, comma 2-quater, decreto Crescita).