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Riforma non autosufficienza approvata dal Governo

E' stato approvato ieri nell'ultimo Consiglio dei Ministri  presieduto da Mario Draghi il disegno di legge che  riforma  il sistema di assistenza per gli anziani  non autosufficienti . Il tema fa parte delle missioni 5 e 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza PNRR.

 ll testo è stato  predisposto da esperti della Presidenza del consiglio, del ministero del lavoro del ministero della salute e con la collaborazione di  52 organizzazioni no profit firmatarie del Patto sulla non autosufficienza.Dopo una serie di stop and go il testo voluto dal Ministro del Lavoro Orlando è stato licenziato definitivamente. Si tratta di un disegno di legge che dovrà essere attuato poi con decreti ministeriali nel giro di qualche mese.

Il disegno di legge intende introdurre un "sistema organico di assistenza agli anziani non autosufficienti" che preveda

  1. la  promozione di politiche pubbliche  rivolte all'invecchiamento attivo, 
  2. un piu facile accesso ai servizi sanitari e sociali, 
  3. lo sviluppo di contesti urbani e piccoli centri  con abitazioni adeguate, accesso alla mobilità, luoghi di socializzazione e la solidarietà 
  4.  rafforzamento dell'assistenza domiciliare e il contrasto alle forme improprie di istituzionalizzazione. 

Giova ricordare che attualmente sono 3,8 milioni  gli anziani non autosufficienti, il 5% della popolazione e che già nel  2030 si prevedono numeri raddoppiati (per non parlare della prospettiva a 20 anni).  

Il nuovo sistema dovrebbe coordinare gli attuali tre attori che operano oggi per gli anziani ovvero:

  1. servizi socio sanitari delle Asl,
  2.  servizi sociali dei comuni,
  3. Inps con le prestazioni di invalidità civile e  indennità di accompagnamento

L'intenzione è prima di tutto quella di ridurre  e semplificare l'iter di valutazione sanitaria sulla non autosufficienza  necessaria per ottenere i sostegni (oggi possono servire anche 5 procedure diverse)

I criteri della riforma dell'assistenza agli anziani non autosufficienti

Nel testo del DDL si elencano i principi di fondo che animano la riforma e che devono definire i decreti legislativi collegati:

  • promozione del valore umano, sociale, culturale ed economico di ogni stagione della vita delle persone;
  • promozione e valorizzazione delle attività di partecipazione e di solidarietà svolte dalle persone anziane nell’associazionismo e nelle famiglie;
  • promozione di ogni intervento idoneo a contrastare i fenomeni della solitudine sociale e della deprivazione relazionale delle persone anziane;
  • riconoscimento del diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio;
  • promozione di un approccio complessivo e organico all’età anziana in tutte le sue dimensioni   ai fini dell’accesso a un continuum di servizi;
  • riconoscimento degli specifici fabbisogni di assistenza delle persone anziane con pregresse condizioni di disabilità;
  • promozione del miglioramento delle condizioni materiali e di benessere psico-sociale delle famiglie degli anziani fragili o non autosufficienti
  • rafforzamento dell’integrazione e dell’interoperabilità dei sistemi informativi degli enti e delle amministrazioni competenti

Si prevede l'istituzione di un  Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA), con il compito di promuovere il coordinamento e la programmazione integrata delle politiche nazionali in favore delle persone anziane

Si stabilisce  che il Governo è delegato ad adottare,  non oltre il 31 marzo 2024, uno o più decreti finalizzati a

  1.  promuovere la dignità e l’autonomia delle persone anziane, l’invecchiamento attivo e la prevenzione della fragilità nella popolazione anziana.
  2.  a riordinare, semplificare, coordinare e rendere più efficaci l’assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria per le persone anziane non autosufficienti.
  3. assicurare la sostenibilità economica e la flessibilità dei servizi di cura e assistenza a lungo termine per le persone anziane e per le persone anziane non autosufficienti, sulla base di specifici principi e criteri direttivi.

Gli schemi dei decreti legislativi  citati passeranno al vaglio delle  Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si dovranno pronunciare nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione.

Entro  dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi  il Governo potrà adottare disposizioni integrative e correttive.