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Patente a crediti cantieri: istituite le Commissioni per recuperare punti

Prosegue il percorso di attuazione del sistema della patente a crediti nei cantieri, introdotto per rafforzare la prevenzione degli infortuni e il contrasto al lavoro irregolare. Con il nuovo provvedimento dell’Ispettorato nazionale del lavoro vengono disciplinate le modalità operative per il recupero dei crediti decurtati, attraverso la costituzione di specifiche Commissioni territoriali.

Come noto , il sistema della patente a crediti riguarda imprese e lavoratori autonomi operanti nei cantieri temporanei o mobili e prevede un punteggio iniziale che può essere ridotto in caso di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La perdita di crediti può impedire l’operatività dell’impresa qualora il punteggio scenda sotto determinate soglie.

Il nuovo provvedimento interviene dunque per definire la struttura delle Commissioni competenti, le modalità di richiesta di recupero dei crediti e gli adempimenti necessari per ripristinare la capacità operativa dell’impresa o del lavoratore autonomo. 

Le disposizioni sono contenute nel decreto direttoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro n. 24  del 6 marzo 2026.

Quadro normativo della patente a crediti

Come noto, il sistema della patente a crediti si inserisce nel quadro delle misure di rafforzamento della sicurezza sul lavoro previste dal D.Lgs. n. 81/2008, con diversi interventi normativi, tra cui il DL n. 19/2024 (PNRR) e il DL n. 159/2025, che ne hanno modificato l’articolo 27 .

La disciplina è stata poi attuata operativamente con il decreto ministeriale 18 settembre 2024 n. 132, che ha stabilito le modalità per la richiesta e il rilascio della patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili.

Il meccanismo della patente funziona come strumento di qualificazione delle imprese: il possesso di un numero minimo di crediti rappresenta infatti un requisito per poter operare nei cantieri.

La perdita dei crediti può derivare da violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, individuate nel Testo unico e nei relativi allegati. Per garantire il ripristino della regolarità e favorire comportamenti correttivi, la normativa prevede la possibilità di recuperare i crediti decurtati attraverso specifiche procedure e interventi formativi o organizzativi. 

Per rendere operativo il sistema di recupero dei crediti, il provvedimento prevedeva appunto  la costituzione di Commissioni territoriali presso ciascun ambito regionale. 

Costituzione delle Commissioni territoriali e ambito di competenza

 Le Commissioni recentemente nominate dall'INL sono composte da rappresentanti dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’INAIL con competenze specifiche in materia di salute e sicurezza.

 In particolare, la struttura è definita come segue:

Componente Ente di appartenenza Funzione
Direttore interregionale INL o delegato Ispettorato nazionale del lavoro Presidenza o coordinamento della Commissione
Funzionario esperto in sicurezza sul lavoro Ispettorato nazionale del lavoro Valutazione tecnica delle violazioni
Direttore regionale INAIL o delegato INAIL Valutazione tecnico-assicurativa
Funzionario esperto in sicurezza INAIL Supporto tecnico alla Commissione

Alle riunioni partecipano inoltre senza diritto di voto: 

  • un rappresentante delle ASL competente in materia di sicurezza sul lavoro 
  • il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST).

Per quanto riguarda la competenza territoriale, la Commissione competente è individuata sulla base di: sede legale dell’impresa, oppure domicilio del lavoratore autonomo. 

Nel caso di imprese estere, il riferimento è alla stabile organizzazione in Italia o a una delle sedi operative presenti sul territorio nazionale. 

Sono previste inoltre alcune particolarità territoriali:

  • per imprese o lavoratori autonomi con sede nelle Province autonome di Trento e Bolzano la competenza è attribuita alla Commissione operante in Veneto, mentre 
  • per la Regione Sicilia è competente la Commissione operante in Calabria.

Recupero crediti: gli adempimenti

Imprese e lavoratori autonomi che hanno subito una decurtazione dei crediti possono avviare la procedura di recupero presentando un’istanza motivata alla Commissione territoriale competente.

La richiesta deve essere trasmessa in modalità telematica alla segreteria della Commissione e deve contenere:

  • istanza motivata di recupero dei crediti
  • eventuali provvedimenti sanzionatori ricevuti
  • relazione tecnica sulle misure adottate per correggere le violazioni
  • eventuale proposta di piano di recupero dei crediti
  • richiesta di audizione davanti alla Commissione (facoltativa).

Dopo la ricezione della domanda completa, la Commissione procede alla convocazione della riunione di norma entro 20 giorni lavorativi.

Nel corso dell’istruttoria la Commissione valuta le misure adottate dall’impresa e può richiedere specifici interventi correttivi. 

Tra le principali misure previste rientrano:

  • percorsi formativi obbligatori in materia di salute e sicurezza per i soggetti responsabili delle violazioni
  • formazione aggiuntiva per i lavoratori che operavano nel cantiere interessato
  • investimenti migliorativi in materia di sicurezza sul lavoro.

Il numero massimo   di crediti recuperabili e la soglia minima per tornare ad operare sono stabiliti come segue:

Parametro Valore
Crediti massimi recuperabili 15 crediti
Crediti minimi necessari per operare 15 crediti
Recupero possibile Anche in modo frazionato

Gli adempimenti richiesti devono essere proporzionati al numero di crediti da recuperare e alla dimensione aziendale.

Una volta completate le misure prescritte, l’impresa o il lavoratore autonomo può richiedere una nuova riunione della Commissione.

 In tal caso la Commissione si riunisce entro circa 15 giorni lavorativi per verificare la corretta attuazione degli interventi e deliberare la riassegnazione dei crediti.

Infine, il provvedimento prevede che l’Ispettorato nazionale del lavoro effettui un monitoraggio annuale sull’attività delle Commissioni territoriali, al fine di valutare l’efficacia del sistema e proporre eventuali aggiornamenti delle linee guida operative.

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