Pensioni 2026: le novità in legge di bilancio
La legge di bilancio 2026 è stata pubblicata in GU il 30 dicembre 2025 ( QUI il testo Legge 199 2025)
Dopo un iter piu che mai sofferto , ci sono alcune novità importanti sul tema delle pensioni ma non di impatto immediatamente rilevante per la maggioranza degli italiani. Si riducono infatti le possibilità di anticipo pensionistico speciale con lo stop alle misure speciali Quota 103 e Opzione donna il cui utilizzo che comunque era in calo negli ultimi anni mentre l'innalzamento dell'età pensionabile per adeguamento alla speranza di vita viene posticipato e rallentato .
Passa a regime il piccolo aumento della maggiorazione per le pensioni sociali.
Soppressi invece:
- il discusso emendamento che riguardava la riduzione del conteggio dei contributi riscattati per studi universitari e
- l'ampliamento delle finestre di decorrenza della pensione anticipata, ossia il momento in cui inizia il pagamento degli assegni rispetto al momento di maturazione dei requisiti.
- la norma sperimentale in vigore che dava la possibilità di inserire le rendite della previdenza complementare nei calcoli per la soglia di assegno necessario per le uscite anticipate con il sistema contributivo (assegno che deve essere almeno tre volte la pensione sociale).
In sintesi sono stati confermati:
- aumento delle pensioni minime di 20 euro che diventa misura stabile per i prossimi anni,
- nuove regole sul silenzio assenso sul Tfr con 60 giorni di tempo per la scelta da parte dei lavoratori,
- allargamento della platea di imprese tenute a versare il TFR dei dipendenti all'INPS
- dal 2027 si riducono i fondi di uscite anticipate dei lavoratori impegnati in attività usuranti, e dei «precoci», che hanno cominciato a lavorare prima dei 18 anni;
- nuova proroga per APE SOCIALE
- Si cancellano definitivamente le uscite anticipate con Opzione Donna e Quota 103 (anche in versione ridotta) mancano infatti dal testo le consuete norme di proroga che erano presenti negli ultimi anni.
- si conferma 'incentivo per chi resta al lavoro pur avendo i requisiti per la pensione
Da segnalare infine che si aumenta a 5300 euro la deducibilità dalla dichiarazione dei redditi di quanto versato ai fondi pensione.
Vediamo qualche dettaglio in più
Riduzione del valore del riscatto della laurea: non confermata
La norma che penalizzava i lavoratori che hanno chiesto il riscatto della laurea con riduzione il conteggio degli anni ai fini dei requisiti per i pensionamento è stata oggetto di polemiche forti in seno alla maggioranza.
Ricordiamo per giusta informazione che doveva riguardare i soggetti che
- maturano i requisiti per la pensione a partire dal 1° gennaio 2031, e
- per il diritto alla pensione anticipata basata sull’anzianità contributiva ex art. 24, commi 10 e 11, del DL 201/2011 (riforma “Fornero”),
per i quali veniva previsto che una quota crescente dell’anzianità contributiva derivante da riscatto dei corsi legali di studio universitario triennale (diplomi previsti dalla L. 341/1990 e successive modifiche, incluse le riforme L. 240/2010 e L. 99/2022) non concorresse piu al raggiungimento del requisito anagrafico.
La “franchigia” di contribuzione riscattata che non vale ai fini del requisito aumentava gradualmente:
- 6 mesi per chi matura i requisiti nel 2031,
- 12 mesi nel 2032, 18 mesi nel 2033,
- 24 mesi nel 2034 e
- 30 mesi dal 2035 in poi.
La proposta non si applicava alle categorie di lavoratori che utilizzano gli strumenti di accompagnamento a pensione come fondi di solidarietà/accordi collettivi o isopensione, secondo le fattispecie indicate).
STOP a Opzione Donna e Quota 103 proroga per APE sociale
Non è stata confermata nell'ultima versione della legge la norma sull'aumento dele finestre di decorrenza dei trattamenti pensionistici e prevedeva per i soggetti che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2032, per le forme di pensionamento anticipato per cui oggi è previsto un posticipo di tre mesi della decorrenza, un aumento del “differimento” a
- 4 mesi per chi matura il diritto nel 2032-2033,
- 5 mesi nel 2034 e
- 6 mesi dal 2035.
Anche nel 2026 i lavoratori in situazioni di svantaggio ( disabili , caregiver, ecc) possono richiedere l'uscita anticipata a 63 anni con l'indennità ponte detta APE SOCIALE per il periodo di tempo mancante all'età per la pensione di vecchiaia.
Per approfondire vedi Ape sociale 2025 requisiti e modalità per fare domanda
In legge di bilancio 2026 sono assenti invece le norme che da anni prorogavano di un anno le possibilità di anticipo con Opzione donna e Quota 103 i cui requisiti erano progressivamente stati resi piu stringenti . Per entrambi valeva il calcolo delle pensione con metodo contributivo.
Confermato l’obbligo TFR per le piccole imprese e silenzio assenso di 60 giorni
Dal 1° gennaio 2026 torna in capo la riforma sulla previdenza complementare che amplia l’obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria Inps. La platea delle imprese interessate si estende progressivamente ai datori di lavoro che raggiungono determinate soglie dimensionali,:
- Nel biennio 2026-2027 l’obbligo scatta per le aziende con una media annua di almeno 60 dipendenti; successivamente la soglia si abbassa e,
- dal 1° gennaio 2032, coinvolgerà i datori di lavoro con almeno 40 addetti.
Non fa piu fede quindi il numero di dipendenti presente al momento dell'entrata in vigore della legge in materia.
Dal 1° luglio 2026:
- per i lavoratori di prima assunzione (esclusi i domestici) si prevede l'adesione automatica al versamento del TFR nei fondi pensione contrattuali fatta salva la possibilità per il lavoratore di rinunciare chiedendo il mantenimento degli importi in azienda
- per chi è gia assunto e versa già alla previdenza complementare, i 60 giorni sono il termine per cambiare eventualmente il fondo di destinazione
La norma richiede anche in questi casi che i fondi garantiscano di investire le somme in linee basate sul profilo di rischio coerente con l'età anagrafica del lavoratore (sempre meno rischioso con l'aumentare dell'età).
Adeguamento requisiti pensionistici speranza di vita e proroga incentivo Maroni
La legge di bilancio 2026 l'incremento dei requisiti anagrafici e contributivi di accesso al pensionamento previsto per il 2027 in base all'adeguamento alla speranza, previsto dalla legge Fornero (3 mesi) , si applicherà in modo graduale ed esclude determinate categorie di lavoratori.
La norma prevede che l'incremento
• per il 2027 si applichi solo per 1 mese (diventa di 67 anni e 1 mese)
• dal 2028 si applica l'incremento completo di 3 mesi. (67 anni e 3 mesi
L'incremento non si applica al requisito anagrafico per l'assegno sociale ne a quello previsto per l'anticipo dei lavoratori dipendenti addetti ad attività usuranti o gravose come definite dall’ordinamento vigente. attualmente 20 anni)
Incentivo prosecuzione attività lavorativa (ex Bonus Maroni)
Confermato anche per il 2026 l'incentivo per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che pur avendo maturato il diritto alla pensione anticipata scelgono di continuare a lavorare. L'incentivo consiste nella corresponsione in busta paga al lavoratore della quota di contribuzione a INPS che sarebbe normalmente a suo carico.
Il beneficio va richiesto al datore di lavoro e si riceve dal momento in cui scatta la possibilità di pensionamento.
Leggi per i dettagli BONUS Maroni come si richiede
Maggiorazioni sociali: aumento importi e soglie di accesso
Come detto passa a regime dal 2026 l'incremento delle maggiorazioni sociali destinati ai pensionati in condizioni di disagio pari a 20 euro mensili.
L’incremento spetta a chi riceve:
- sia pensioni di vecchiaia, anzianità, anticipata
- che pensioni e assegni sociali, pensioni di invalidità civile,
purche l'assegno sia inferiore ai limiti reddituali stabiliti annualmente dal Ministero.
Inoltre dal 2026 i limiti reddituali vengono aumentati di 260 euro annui rispetto ai limiti vigenti per il 2025.( leggi in merito Pensioni 2025 importi e maggiorazioni)
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